Nel 2019 sarà pronta la prima città galleggiante nell’Oceano Pacifico!

Il problema dell’innalzamento del mare, ma anche quello di trovare nuove zone abitabili, è uno dei più importanti che ci troviamo ad affrontare e ci troveremo sempre di più ad affrontare nei prossimi anni. Non solo perché siamo troppi, nel mondo, e spesso non abbiamo un posto in cui stare, ma anche perché alcuni stati, specialmente gli stati insulari, rischiano di perdere migliaia di chilometri quadrati di territori a causa dell’innalzamento delle acque. Per cercare di evitare queste drastiche conseguenze, alcuni stati si sono attrezzati e hanno iniziato la costruzione di città galleggianti, che riescano ad evitare questi problemi rimanendo completamente abitabili.

Il primo progetto che sarà pronto, che sembra quasi fantascientifico, si chiamerà Artisanopolis, e farà parte del territorio della Polinesia Francese. Sarà una città completamente galleggiante, separata dalla terra e completamente autosufficiente per il cibo e per l’energia, oltre che per l’acqua grazie al desalinizzatore dell’acqua di mare. Insomma, un paradiso perfetto in cui vivere e in cui le persone saranno protette da tutti i rischi esterni, almeno da quelli dovuti all’ambiente e al clima.

La città sarà infatti strutturata in questo modo. Nella parte esterna ci sarà una barriera piuttosto profonda, e anche alta, il cui scopo sarà quello di proteggere la città dalle onde del mare, quando è mosso, e dal vento. Gli abitanti non avranno quindi problemi relativamente al galleggiamento quando vivranno lì, a differenza di quanto accade con una nave. La città, poi, sarà sviluppata su una serie di piattaforme che verranno costruite una per una ed ospiteranno alcuni edifici; le piattaforme si attaccheranno alle altre piattaforme ad incastro, così da essere un blocco unico, ma potranno anche essere staccate e spostate grazie all’aiuto di un rimorchio navale.

Per quanto riguarda l’energia, quella elettrica sarà completamente rinnovabile, grazie ad una serie di pannelli solari che si troveranno sulla barriera esterna e sui tetti, oltre che grazie a delle turbine che sfrutteranno il moto ondoso per produrla. Il cibo si baserà sul pesce, ma nulla vieta di costruire anche orti e serre direttamente nella città così da garantire una dieta varia e per fare in modo che i cittadini non abbiano problemi alimentari. Ci sarà poi una spinta raccolta differenziata e i rifiuti organici verranno portati su un’isola vicina per il compostaggio.

Il progetto, finanziato dalla Polinesia Francese a causa proprio della scomparsa dei territori, dovrebbe essere operativo nel corso del 2019, quindi tra non molto: i lavori per la costruzione delle piattaforme sono infatti già iniziati, e i progetti sono già pronti, mentre la costruzione vera e propria sarà solamente l’ultima parte. Se questo progetto andrà a buon fine, sicuramente altri governi saranno interessati ad infrastrutture simili, risolvendo così alcuni tra i problemi più grandi del giorno d’oggi.

Source: Curiosone

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