Inventati i “cristalli di tempo”: materiali regolari che non si fermano mai

Tutti abbiamo studiato, a scuola, che cosa si intende per cristallo. Un cristallo, che può essere fatto di qualsiasi materiale, è una struttura allo stato solido in cui gli atomi si dispongono in un certo modo che però è regolare, per cui si ripete nello spazio teoricamente all’infinito (o fin quando gli atomi non finiscono). Uno degli esempi più tipici del cristallo, con cui tutti abbiamo a che fare tutti i giorni, è il cristallo di ghiaccio, in cui le molecole d’acqua si dispongono in modo regolare rispetto all’acqua libera o al vapore, che hanno le stesse molecole disposte in modo non regolare.

Questo tipo di cristallo si può definire un “cristallo di spazio”, perché la struttura degli atomi si ripete, appunto, nello spazio. Ma alcune settimane fa dei ricercatori sono riusciti a crearne un corrispettivo, che sono i “cristalli di tempo”: non è tempo allo stato solido, ma è un cristallo in cui gli atomi, invece di ripetersi nello spazio, si ripetono nel tempo. Questo significa che il materiale di per sé non è stabile (come l’acqua, diciamo), ma invece di disporsi “come torna meglio”, spostandosi continuamente, gli atomi hanno una certa struttura che si ripete ciclicamente nel tempo. E questo movimento continuo non richiede energia.

La presenza di questi cristalli era stata solamente ipotizzata nel 2012, quando alcuni scienziati idearono un modello che avrebbe potuto prevedere una struttura di questo tipo. La struttura, però, non sembrava essere possibile da replicare, quando alcuni scienziati ci sono riusciti: grazie a dei raggi laser sparati su un cristallo “normale”, hanno creato uno stato di “instabilità perenne” che porta gli atomi che lo compongono a spostarsi sempre nello stesso modo, senza mai trovare un equilibrio.

Per il momento, gli scienziati stanno studiando le possibilità di questo nuovo materiale, che si preannuncia davvero interessante per diversi ambiti: avere un materiale che varia la sua struttura nel tempo e senza bisogno di energia potrebbe, su larga scala, portare ad ambienti fisici del tutto inesplorati. ovviamente, questo movimento non è infinito: se si togliesse energia al materiale questo moto perpetuo smetterebbe di esistere, per cui non potremmo usarlo, per esempio, come fonte di corrente all’infinito.

Tuttavia, le implicazioni interessanti non mancano: la più immediata potrebbe essere quella che riguarda la costruzione dei computer quantistici, cioè di computer in cui i dati memorizzati non vengono salvati in microscopiche celle accese o spente, ma addirittura negli atomi, che portano in sé delle informazioni: se ognuno di questi atomi ricorrenti avesse con sé un’informazione sarebbe possibile immagazzinare tantissimi dati in uno spazio davvero piccolo. Una grande prospettiva per un mondo che sempre di più si sposta verso le risorse online.

Source: Curiosone

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