Il minatore spaziale sarà una delle professioni più richieste del futuro, secondo uno studio!

Se a tanti dei giovani disoccupati che ci sono oggi mettessero in mano un piccone e proponessero di andare a scavare in una miniera, probabilmente non lo farebbero. E’ un lavoro sporco, faticoso, si fa al buio, si respira aria completamente malsana ed è anche pericoloso, in caso di crolli; eppure, se agli stessi ragazzi fosse proposto di prendere in mano un piccone e andare a scavare in una miniera sulla Luna, o su Marte, probabilmente lo farebbero.

Una società di ricerca ha realizzato uno studio davvero particolare che ci fa capire come una delle professioni più richieste del passato, appunto il minatore per l’estrazione dei metalli e dei minerali, potrebbe un domani essere non solo nuovamente in auge, ma potrebbe addirittura diventare una delle professioni più redditizie del mondo: se consideriamo i rischi ma anche le enormi ricchezze che sarebbe possibile trovare scavando, non sarebbe difficile trovare minatori che vogliano provare il brivido dell’avventura spaziale.

Secondo lo studio, le prime richieste per questa professione potrebbero iniziare già nel 2030, quando l’uomo avrà iniziato a mettere piede su Marte, oltre che sulla Luna come già successo in passato. Lo studio di questi corpi celesti fa capire come nel sottosuolo potrebbero essere presenti metalli preziosi di diverso tipo, alcuni dei quali estremamente rari sulla terra: per le industrie, quindi, sarebbe conveniente investire in un sistema del genere e cercare persone che vadano, manualmente e con l’ausilio dei macchinari, ad estrarre questi elementi dai corpi celesti.

Se consideriamo, infatti, che Marte è solamente un po’ più piccolo della Terra, e se pensiamo a quante miniere diverse si possono trovare sul nostro pianeta appare molto semplice capire quali siano le vere possibilità che lo spazio ci offre: anche se non riusciamo a colonizzare un pianeta in massa, infatti, alcune persone potrebbero sopravvivere per un certo periodo di tempo, quello necessario all’estrazione delle materie prime che poi dovrebbero essere consegnate sulla terra.

Ovviamente, lo studio in questione è solamente una stima, perché non sappiamo se nel 2030 l’uomo abbia già messo piede effettivamente o meno sul Pianeta Rosso, ma le prospettive da questo punto di vista sono davvero interessanti: sono tantissime le persone che, riscoprendo il “brivido” dell’esplorazione, andrebbero anche a fare i lavori più umili nello spazio, per un ambito che porterebbe a centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro: qualcuno deve pur costruirle le macchine per esplorazione ed estrazione, e qualcuno deve portare i minatori dello spazio. Vista con quest’ottica, l’idea di un piccone in mano non sarebbe poi così male: magari qualcuno, solo leggendo questo pezzo, per un attimo ha anche pensato di cambiare lavoro. Con la prospettiva di vedersi con un piccone in mano… incredibile, vero?

Source: Curiosone

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